i web analytics sono le statistiche che si ricavano da internet
Branding Box schema del sistema di marketing per Brand leader
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WEB ANALYTICS: i numeri che contano davvero

Lo sai che oggi internet conta 3,4 miliardi di utenti? E se ti dicessi che tutte queste persone, durante la navigazione in rete, lasciano impronte ed indizi relativi a gusti ed abitudini? Impariamo a conoscere gli strumenti di web analytics, preziosi alleati del tuo marketing e del posizionamento del tuo Brand.

Una delle cose fondamentali che ho imparato lavorando sul web e che, forse, mi ha portato a prendere determinate decisioni è questa: tramite opportuni strumenti di web analytics, nel web, tutto è tracciabile.

Mi spiego meglio.

Quando decidi, per esempio, di fare una pubblicità su un giornale, puoi sapere quante copie di quel giornale sono state vendute. Fine.

Questo è l’unico dato certo che hai.

La pubblicità sul web, invece, è interamente monitorabile: ogni click viene registrato. L’inserzionista, pertanto, ha accesso ad una miriade di dati che, una volta analizzati, possono dirci se, effettivamente, quell’annuncio ha generato vendite e profitti.

Insomma, i dati che si possono ricavare dal web possono essere utili per capire se la tua strategia e le tue azioni di marketing stanno realmente funzionando o se invece è il caso di cambiare rotta.

Troppo spesso sento amici imprenditori lamentarsi che il loro marketing non gli sta fruttando come dovrebbe.

Pubblicità alla radio, ma anche in tv, sui giornali e persino in rete. Cambiano i mezzi ma il concetto che mi ripetono è sempre lo stesso: la pubblicità non fa vendere di più e il marketing non funziona!

Eh no! Fermatevi un attimo. Forse è il VOSTRO marketing che non funziona!

Avere accesso a dati per analizzarne l’attività è l’unico modo per saperlo e per prendere decisioni su cosa fare.

Chiariamo intanto un altro punto che è emerso…

Traditional VS Digital: Non è solo una questione di web analytics

Mettiamo che tu debba fare una pubblicità sulle scarpe rosse: se la fai  su uno qualsiasi dei media tradizionali, la tua pubblicità sulle scarpe rosse sarà vista da chiunque, anche da persone che, per esempio, indossano solo scarpe nere o che, in quel momento, non hanno bisogno di scarpe. E intanto tu paghi. Paghi per delle persone che mai compreranno le tue scarpette rosse. Aumenterai la notorietà di marca, ma, a meno che non sia questo il tuo obiettivo, meglio insistere su azioni di marketing diretto, decisamente più efficaci, soprattutto se non hai un budget marketing a sei zeri.

Prova invece una campagna on line! Il web, infatti, ti offre la possibilità di mostrare la tua pubblicità sulle scarpe rosse proprio nel momento in cui, quell’utente, sta cercando delle scarpette rosse (domanda consapevole) e… Tombola!

Non solo. Il web ti aiuterà anche a raggiungere quel pubblico che, magari, non ha proprio cercato un paio di scarpe rosse ma, comunque, si interessa di moda e quindi, potrebbe essere propenso ad acquistare le tue scarpe, se ne viene a conoscenza (domanda latente).

Pochi ma buoni, si… (che poi, a dirla tutta, tante volte non sono nemmeno così pochi)! Ma intanto la tua pubblicità costerà meno.

Ecco, questo è uno dei tanti motivi per cui si dice che “internet costa poco” e genera più Clienti. E sai perchè?

Perchè ci sono degli strumenti di web analytics che ti danno la possibilità di “testare” diversi annunci e di scegliere quello che “funziona” di più.

Web analytics: non tutte le informazioni sono uguali

Ci sono dati che servono per capire se la tua pubblicità on line “vende” e ce ne sono altri per capire cosa, del tuo sito, incanta gli avventori: in quanto a informazioni Google è piuttosto generoso e mette a disposizione “attrezzi” di analisi gratuiti. I più famosi sono Google Analytics, WebMaster Tools e, perchè no, lo stesso Google Adwords con i suoi strumenti di analisi di parole chiave e trend di traffico può fornire indicazioni interessanti.

Tutti questi applicativi generano una mole eterogenea di dati che vanno interpretati: alcuni alla lettera, altri come indicatori di un andamento.

Un lavoro tutt’altro che semplice.

Ed ecco le tue 3 alternative:

1) Ti affidi alle tuo naturale talento di analista e provi a dare una tua interpretazione dei dati, cercando in rete spunti e suggerimenti su come fare. E…?

2) Chiami qualcuno che Google “lo mastica”, ti fai spiegare come leggere tutti quei numeri e chiedi un parere su eventuali azioni correttive. Poi, però, devi trovare uno bravo che “aggiusti”  sito e campagne pubblicitarie, mettendo, ovviamente, mano al portafoglio…di nuovo!

E se poi i numeri non cambiano? Cosa fai? Chiami i due personaggi di prima e li ascolti rimpallarsi colpe e responsabilità? Oppure trovi altri due tizi, dai il via ad un nuovo ciclo e spendi di nuovo tutti quei soldoni?

3) Ti prendi la tua bella Branding Box che, oltre ad aiutarti ad interpretare tutti quei dati, lavora al tuo fianco giorno dopo giorno, fino a farti diventare esperto nell’analizzare i numeri che per te contano davvero.

Ti do un assaggio di quello che potrai imparare, se sceglierai Branding Box, nelle poche righe qui sotto.

Web analytics con Branding Box: i numeri che salvano il tuo marketing

Ora proverò a spiegarti quali sono i valori più importanti per capire cosa sta funzionando a dovere e cosa no, e se è il caso di fare un passo indietro e ripensare alla strategia.

Perdonami se, ancora una volta, insisto con il discorso della strategia ma è davvero importante per la buona riuscita delle tue attività promozionali. Un marketing senza una strategia di posizionamento di Marca, chiara e definita, è un marketing inefficace che non porterà ai risultati sperati, si tratta solo di un inutile spreco di denaro.

Se hai provato a fare marketing ed è stata più la spesa che la resa, forse, non hai adottato la strategia corretta. Se non hai mai fatto delle attente analisi di marketing sullo scenario di mercato e sulla concorrenza o non riesci distinguere con estrema obiettività i veri punti di forza della tua impresa, la soluzione che fa per te si chiama Branding Coach. Leggi di cosa si tratta!

Ora aguzza bene la vista e prendi nota delle prossime righe. Ti indicherò quali sono i dati su cui concentrarti per una prima valutazione delle tue attività di marketing focalizzandomi sui tre “mezzi chiave” per il posizionamento del tuo Brand.

  • SITO INTERNET

Lo strumento di comunicazione digitale per eccellenza, da cui non puoi prescindere, spesso punto di arrivo di campagne, newsletter o ricerche effettuate sui motori di ricerca.

Accertati innanzitutto che sia stato configurato uno strumento per la rilevazione dei dati statistici. Ce ne sono molti, il più famoso ed utilizzato è senza dubbio Google Analytics. Imposta gli obiettivi da raggiungere e inserisci i filtri adeguati per eliminare le visite tue e quelle dei tuoi collaboratori.

I parametri che ti consiglio di tenere bene sotto controllo sono:

  • Numero delle sessioni
  • I visitatori unici
  • I contenuti più visti
  • La provenienza geografica
  • La durata della visita
  • I percorsi di navigazione degli utenti
  • L’origine
  • Le chiavi di ricerca
  • I link che puntano al sito
  • Le pagine di uscita
  • Il tipo di device usato per la navigazione.

Incrociali con i dati qualitativi, come la frequenza di rimbalzo o la durata media di visita sulla pagina: potrai farti un’idea più chiara e completa sulla navigazione del tuo sito.

Non preoccuparti se non hai idea di cosa siano la frequenza di rimbalzo, la durata media di visita, le sessioni, i visitatori unici o altri termini specifici di questo tipo. In Analytics troverai tutte le definizioni che ti servono: basta cliccare sulla guida in linea (punto interrogativo vicino ad ogni voce).

Ma perchè mi sono soffermato proprio su questi parametri? Beh! Per tanti motivi. Uno tra questi è perchè, magari, così facendo, ti potresti accorgere di quello che realmente interessa ai tuoi utenti e di conseguenza “girare il coltello nella piaga”. Non è sempre detto che quello che tu credi possa essere di loro interesse, in effetti lo sia. A volte invece scopri che, quanto visto, segue esattamente il trend di mercato ed è in linea con le tue vendite: in tal caso si tratta di un’ulteriore riprova delle tue idee e sensazioni.

Oppure potresti accorgerti che i tuoi utenti, per guardare il tuo sito, utilizzano smartphone e tablet. Oggi, le visite in mobilità si aggirano in media attorno al 60%, con picchi anche dell’ 80%, a seconda dei settori e del mercato di riferimento. Nel B2C l’incidenza nell’uso di device mobili è molto più marcata rispetto al B2B anche se rimane comunque rilevante per entrambe i segmenti.

Ma a proposito… Hai strutturato il tuo sito perchè sia facilmente navigabile anche dal dispositivo mobile con il più piccolo degli schermi?

  • FANPAGE DI FACEBOOK

Il principe dei social, quello più usato e che impatta maggiormente sul quotidiano di ciascuno di noi. Stavolta non devi farti configurare nulla. Le statistiche (Insights), appariranno da sole al raggiungimento del trentesimo “mi piace”.

Importanti per valutare l’appeal di una pagina fan su Facebook sono:

  • Il numero dei fan
  • L’anagrafica dei fan
  • La copertura del post
  • Il numero di persone raggiunte dal post stesso.

C’è un’altra cosa che su Facebook e, più in generale, su tutti i social network conta davvero tantissimo: in gergo viene chiamato engagement e si tratta di un indicatore chiave di performance. In pratica si tratta di stabilire quanto la tua Fan Page riesce a coinvolgere gli utenti, cosa fondamentale per chi usa i social network per farsi conoscere.

Ecco i fattori che devi assolutamente tenere sotto controllo per lavorare sull’engagement dei tuoi post:

  • i “mi piace”
  • i commenti
  • le condivisioni
  • il numero dei click.

Il trucco per far schizzare l’engagement alle stelle? Crea dei contest che stimolino le persone a mettere i mi piace, a commentare e a creare contenuti.

  • IL CANALE DI YOUTUBE

Il posizionamento del proprio Brand può essere anche veicolato tramite video. Youtube è il secondo motori di ricerca più utilizzato dopo Google!

Il social network dei video per eccellenza è infatti YouTube, un altro prodotto di casa Google. I dati di Youtube che ti devono interessare, anche al fine di valutare l’engagement dei tuoi video, sono:

  • le visualizzazioni
  • i commenti
  • i mi piace/non mi piace
  • le condivisioni
  • l’aggiunta ai preferiti
  • gli iscritti ai canali.

Ecco. Già mettendo in pratica quanto raccontato in questa” guida di sopravvivenza” al web analytics potresti iniziare, da subito, a controllare lo stato di salute delle tue attività di digital marketing.

Ho detto “guida di sopravvivenza”. Non credere che il discorso si possa esaurire con questi pochi parametri.

E se pensi che qualche altro tuo collega possa aver bisogno di questa guida di sopravvivenza, condividi subito con lui questo articolo! Clicca qui sotto!

http://www.brandingbox.it/web-analytics/
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